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Il Duomo di Ferrara Stampa

Li Mille Cento Trenta Cinque nato fo questo tempio a San Gogio donato da Gelmo ciptadin per so amore e mea fo l'opra Nicolao Sculptore.
Questa è l'iscrizione originale che fu trovata nell'arco del presbiterio, che dichiara l'anno in cui fu costruito detto DUOMO, nel 1135 d.C., per volere e donazione del cittadino GELMO. che altri non era che GUGLIELMO II° ADELARDI, e che lo scultore fu NICHOLAUS, un allievo di WILFRIDO, architetto teutonico. Non poteva essere diversamente. poichè la discendenza degli ESTE, si presume provenisse dagli OBERTENGHI. nobile casata LONGOBARDA.


La parte inferiore della facciata è in  un semplice ma armonioso stile romanico. Dopo un secolo circa, nel 1235 dunque, iniziarono degli ampliamenti a questo già prestigioso duomo, e fu aggiunta una parte superiore, dove le arcate non sono più tondeggianti, ma bensì a guglia, tipico dello stile gotico. Una facciata quindi,  che mirabilmente fonde questi due stili, il ROMANICO, ed il GOTICO. Facciata dove primeggiano in basso-rilievo, i volti impauriti delle anime inviate al "GIUDIZIO UNIVERSALE". Il lato destro è costituito da un lungo porticato, sopra il quale poggia la "LOGGIA DEI MERCIAI". Al termine di questo mirabile colonnato, con archi e colonne di foggia diversa, il CAMPANILE, costruito su disegno dell'architetto LEON BATTISTA ALBERTI, fra il XV° e XV° secolo.
 

Questo L'esterno.  L'interno, inizialmente era a 5 navate, ed in seguito fu trasformato. Si iniziò dall'ABSIDE, con L'architetto BIAGIO ROSSETTI, colui che sotto ERCOLE I° D'este diresse molteplici lavori. e alla crocera pensò LUCA DONESI. Ai primi del  "700 FRANCESCO MAZZARELLI, altro illustre architetto del suo tempo, reimpasta il tutto, e ci consegna il duomo completamente rifatto, come oggi si presenta, con l'atrio e tre navate.
Le ricchezze artistiche del duomo, sono racchiuse ne suo museo sito nelle sale della parte superiore dell'atrio, dove è possibile ammirare due stupefacenti sculture di JACOPO DELLA QUESCIA, rappresentanti SAN MAURELIO , co-patrono della città insieme a San Giorgio, e la MADIONNA DELLA  QUERCIA: Apprezzabili le tempere del pittore di corte Estense, COSME' TURA, raffiguranti SAN GIORGIO e L'ANNUNCIAZIONE.
 

Ai lati della facciata, a guardia di tale stupefacente duomo, due leoni scolpiti in un marmo dal colore particolare.

 
 

 
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